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| Mister Bucchi chiamato all'ultimatum col Benevento |
Che ci sia confusione nell'ambiente Sassuolo è da tempo più che evidente, ciò che invece lo è molto meno sono le cause che hanno portato a questa situazione.
Ad inizio stagione le aspettative erano ben altre, anche se la società non si è mai esposta più di tanto sui reali obiettivi, se non dichiarando di mirare ad un campionato tranquillo puntando il più in alto possibile a seconda delle possibilità e delle opportunità che riserva il torneo. Analizzerei la questione degli obiettivi da due punti di vista differenti: da una parte quello del patron Squinzi, che con le sue dichiarazioni in estate ha fatto più volte riferimento alle prime sei posizioni in classifica e addirittura alla zona Champions, dall'altra quello di Carnevali, che ha sempre ribadito le politiche che hanno caratterizzato il Sassuolo negli ultimi anni, ovvero puntare sui giovani italiani, valorizzarli e puntare a fare meglio possibile su questa linea.
La prima ipotesi di causa dell'attuale periodo di crisi deriva proprio da questo aspetto; puntare sui giovani può costituire una fortuna se lo si fa gradatamente e con il sostegno dell'ossatura d'esperienza della vecchia guardia (i vari Magnanelli, Biondini, Gazzola, Acerbi, Cannavaro...) ed acquisti mirati in sede di mercato, ma può anche comportare una serie di problematiche date dal fatto che i giovani hanno tempi diversi, mi spiego meglio... se negli anni scorsi la scelta di puntare su giovani sconosciuti come Berardi, Pellegrini o Zaza ha pagato perché il loro talento è sbocciato in tempi ragionevolmente rapidi, non è detto che in un altro ciclo (e con un allenatore diverso) altri giovani possano rendere in egual modo. Una volta può andar bene, un'altra no. La vera sfida che la società deve affrontare se vuole continuare con questa politica è trovare il giusto equilibrio tra esperienza, talento ed età da mettere in campo.
La seconda ipotesi è quella che sostiene come causa principale le ultime due sessioni di mercato, in particolare l'ultima, nelle quali sono stati ceduti giocatori importanti come sono stati rinnovati i contratti di giocatori altrettanto importanti (Berardi, Politano e Falcinelli), senza però sostituire adeguatamente i partenti. Sono stati ceduti profili come quelli di Defrel o Pellegrini per poi sostituirli con profili provenienti dalla Serie B o dalla primavera, non sono state rinforzate le fasce laterali sebbene le difficoltà di Lirola e l'infortunio di Dell'Orco, non si è rinforzato nemmeno il reparto offensivo. Sono sfumati colpi importanti come quelli di Strinic e Duvan Zapata e a causa di ciò si sono create situazioni scomode con giocatori del Sassuolo dati per partenti e poi rimasti per mancanza di alternative (Matri e Peluso nella circostanza).
Infine, è stato saggio cambiare guida tecnica affidando 9/11 della rosa della scorsa stagione ad un allenatore giovane ed inesperto? O sarebbe stato meglio costruirgli una rosa ad hoc?
La terza ipotesi riguarda proprio la gestione di Bucchi. Frequentando lo stadio ho avuto modo di raccogliere le impressioni dei tifosi riguardo vari aspetti, tra cui quello del mister; inizialmente sembrava convincere, le sue idee, la possibilità da lui data di svariare maggiormente piaceva. Il tempo ha però dato risposte diverse, non si sono visti i risultati sperati, al contrario, si fatica ad intravedere un'organizzazione di gioco: palle lunghe al 90% preda delle difese avversarie, reparto avanzato che fatica a trovare la porta (un solo gol in casa su 6 segnati, secondo peggior attacco della Serie A) e numerosi gol subiti. Risultati che vanno controcorrente rispetto alle idee che diceva di avere il mister.
Aggiungo il fatto che, secondo i tifosi, inserire giovani va benissimo, ma c'è momento e momento; se stai perdendo col Napoli o col Milan e devi cercare di recuperare il risultato senza subire altre reti è un po' rischioso e azzardato giocare con i vari Rogerio, Cassata, Pierini, Mazzitelli, ecc... tutti nello stesso tempo. Tutti giovani di ottime speranze ma che, come insegnava un certo Di Francesco (che ora sente profumo di alta classifica con la sua Roma), vanno inseriti nei modi e nei tempi che permettono a loro di formarsi al meglio e alla squadra di non esporsi troppo.
L'aspetto che ha dato più fastidio e che a molti ha fatto cambiare idea sul mister è stata la dichiarazione di Bucchi sul mancato inserimento di Sensi contro il Milan, motivato dal grave errore commesso dallo stesso a Napoli. Scelta alquanto discutibile sia per principio (se un giovane sbaglia è normalissimo e bisogna dargli una seconda possibilità in ogni caso), sia per etica (se proprio è questa la motivazione almeno non dichiararlo alla stampa).
Che poi i giocatori non ci stiano mettendo il 100% dell'impegno è innegabile, ma questo dev'essere il frutto di qualche motivo che sanno soltanto loro e il mister. Sono dinamiche che per coloro che sono al di fuori della quotidianità sul campo e non non possono capire. Sono tutti professionisti seri, pagati (anche profumatamente) e che giocano in Serie A, il sogno che hanno cullato fin dalla tenera età, le motivazioni non dovrebbero mai mancare.
Domani il momento della verità, la prima dei due incontri determinanti per il destino del Sassuolo e del suo allenatore, chiamati a dare tutto per ottenere i tre punti. La sfida col Benevento sarà di importanza capitale, un vero è proprio dentro o fuori. Poi la prossima settimana al Mapei arriverà il Verona. Il Sassuolo è chiamato al risultato pieno in entrambi i casi.
E' giunta l'ora di riordinare le idee ed assumersi le proprie responsabilità per ogni parte, anche per i tifosi, che devono restare uniti e supportare l'ambiente nel momento del bisogno, ora e più che mai, Forza Sasòl!!!
Andrea Manderioli

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