![]() |
| Pellegrini, uno dei pochi neroverdi ad esordire in nazionale maggiore |
Non succedeva da mezzo secolo che la nazionale italiana di calcio non si qualificasse ai campionati del mondo. Ebbene, a Russia 2018 l'Italia non ci sarà, una tegola pesantissima sul sistema calcio del nostro paese, che ha portato alle inevitabili dimissioni del C.T. Ventura e del presidente della FIGC Carlo Tavecchio.
Un'eliminazione maturata non soltanto dalla gestione tecnico-tattica, tutt'altro che azzeccata, ma da problemi gestionali ben più profondi, frutto di politiche sbagliate e superate attuate in questi anni da una cerchia ristretta di personaggi spesso più attaccati alle poltrone e agli interessi economici che ai risultati sportivi.
Da qui bisogna ripartire, fare di questa disfatta un punto di partenza per rifondare il sistema dalla base per riportare il calcio italiano negli standard che gli competono.
Servono politiche innovative ed intelligenti, mirate alla valorizzazione dei giovani talenti italiani, ad un miglior dialogo tra società e federazione, ad un'equa ripartizione dei diritti tv per rendere il campionato più equilibrato e competitivo e magari qualche limitazione sul numero di stranieri in rosa.
Serve quindi una forte collaborazione anche da parte delle società, sotto questo aspetto il Sassuolo sta lavorando già da tempo. È risaputo che la società neroverde è una delle poche, se non l'unica, che attua )per deliberata scelta) la politica dei giovani italiani, facendo in più investimenti concreti per perseguire questo obiettivo. La creazione del nuovo centro sportivo a Ca' Marta ne è la dimostrazione.
Questo impegno purtroppo non è quasi mai stato preso con particolare attenzione da parte delle varie gestioni della nazionale maggiore. Ad oggi sono soltanto 5 i neroverdi che hanno esordito in azzurro (Acerbi, Sansone, Politano, Zaza e Pellegrini), quasi tutti spariti dai radar delle convocazioni dopo più o meno tempo e in modo più o meno meritato.
Quel che è certo è che la delusione per quanto avvenuto sarà difficile da smaltire, starà ai nuovi profili trasformarla in un trampolino di lancio per un futuro migliore.
Andrea Manderioli
Da qui bisogna ripartire, fare di questa disfatta un punto di partenza per rifondare il sistema dalla base per riportare il calcio italiano negli standard che gli competono.
Servono politiche innovative ed intelligenti, mirate alla valorizzazione dei giovani talenti italiani, ad un miglior dialogo tra società e federazione, ad un'equa ripartizione dei diritti tv per rendere il campionato più equilibrato e competitivo e magari qualche limitazione sul numero di stranieri in rosa.
Serve quindi una forte collaborazione anche da parte delle società, sotto questo aspetto il Sassuolo sta lavorando già da tempo. È risaputo che la società neroverde è una delle poche, se non l'unica, che attua )per deliberata scelta) la politica dei giovani italiani, facendo in più investimenti concreti per perseguire questo obiettivo. La creazione del nuovo centro sportivo a Ca' Marta ne è la dimostrazione.
![]() |
| I dimissionari Ventura e Tavecchio |
Quel che è certo è che la delusione per quanto avvenuto sarà difficile da smaltire, starà ai nuovi profili trasformarla in un trampolino di lancio per un futuro migliore.
Andrea Manderioli


Nessun commento:
Posta un commento