Si è appena conclusa la stagione calcistica 2017/2018 per quel che concerne il campionato di lega Serie A. Una stagione avvincente dalla prima all'ultima giornata, scoppiettante sia in testa che in coda. La Juventus, dopo una lunga rincorsa al secondo posto è riuscita ad agganciare e scavalcare un Napoli da applausi soltanto nella fase centrale del girone di ritorno. Fino alle ultime 3 giornate è stato un duello scudetto senza esclusione di colpi, culminato con la vittoria dei partenopei allo Juventus Stadium e terminata con la famosa vittoria in rimonta della Juve sull'Inter e il successivo tracollo del Napoli a Firenze. I bianconeri raggiungono così lo storico traguardo del 7° scudetto consecutivo, il Napoli torna a farsi valere, forte del miglior gioco della Serie A.
Roma e Inter centrano l'obiettivo gironi di Champions, i primi senza particolari problemi, i secondi strappandoli alla Lazio all'ultima giornata, quando dopo la sconfitta in casa contro il Sassuolo, sembrava tutto ormai compromesso. Lazio che dunque ottiene soltanto la qualificazione diretta in Europa League insieme al Milan. L'Atalanta deve invece passare per i preliminari.
Grandi sconfitte nella corsa all'Europa sono: Fiorentina (campionato sottotono rispetto ai precedenti, alti e bassi) e Sampdoria (partita fortissimo, si è persa nel finale di campionato arrivando addirittura dietro al Torino che non ha mai lottato per un posto in Europa).
Dopodiché passiamo direttamente all'aspetto sicuramente più avvincente del campionato di quest'anno: la lotta salvezza. Lotta salvezza che ha coinvolto tutte le squadre della parte destra della classifica. Analizziamo ora il cammino di ogni pretendente (in ultimo approfonditamente sul Sassuolo):
- Genoa: andamento simile a quello neroverde, soltanto nel girone di ritorno riesce a mettersi al sicuro;
- Chievo: buon inizio di campionato seguito da un tracollo inaspettato coinciso con varie assenze importanti e culminato con l'esonero di Maran. Salvezza messa in cassaforte nelle ultime due giornate;
- Udinese: girone d'andata sopra le aspettative, affermati nomi nuovi e interessanti. A questo periodo segue un crollo incredibile di almeno 12 partite consecutive senza vittorie e 11 sconfitte di fila che riportano i friulani a rischio retrocessione. Esonerato Oddo. Come il Chievo riesce a salvarsi all'ultimo tempo utile;
- Bologna: si ritrova invischiata nelle zone calde nel finale di stagione, dopo aver stazionato stabilmente nelle zone centrali della classifica. Sembra aver mollato nel finale;
- Cagliari: Cammino simile a quello del Bologna ad inizio campionato. Poi tracollo nelle fasi finali. Cagliari che a -2 giornate si ritrova in zona retrocessione con un calendario proibitivo, ma riesce a fare 6 punti contro Fiorentina e Atalanta;
- Spal: tutti la davano per spacciata nel girone d'andata. Semplici ha saputo gestire al meglio i suoi e a dare un organizzazione di gioco che ha permesso ai ferraresi di ottenere buoni risultati e a portare a casa fondamentali scontri diretti. Cammino simile a quello del Sassuolo nella 1^ stagione in A.
Passiamo ora alla zona retrocessione:
- Crotone: resta in corsa fino all'ultimo, Zenga riesce ad arrivare ad un passo dal miracolo con risultati insperati nella fase centrale del girone di ritorno ma non basta, i calabresi retrocedono a testa altissima all'ultima di campionato contro il Napoli;
- Hellas Verona: Un campionato iniziato male e finito peggio, tanti errori societari e situazioni mal gestite. Errori che hanno avuto ripercussioni sul campo. Mercato non all'altezza. Gol con il contagocce;
- Benevento: Girone d'andata disastroso. Il primo punto in Serie A della sua storia arriva soltanto alla 15^ giornata contro il Milan con gol del portiere Brignoli. Il mercato di gennaio porta in sé una rivoluzione della rosa a disposizione del tecnico De Zerbi (possibile nuovo allenatore del Sassuolo in caso di addio di Iachini). Arrivano giocatori con più tecnica ed esperienza che portano a risultati e punti nel girone di ritorno. Squadra che comunque ha onorato al massimo il campionato di Serie A alla sua prima esperienza. Squadra con un'identità, un gioco e un tifo esemplare. Alla luce del girone di ritorno non meritava la retrocessione.
Analizziamo ora accuratamente il cammino del Sassuolo: Un inizio di stagione travagliato: 9 sconfitte nelle prime 15 giornate. Squadra neroverde che esonera così il tecnico Bucchi, che paga pesantemente la pesante eredità lasciata da Di Francesco e colpevole di non aver trovato il giusto affiatamento con il gruppo. La situazione iniziava a farsi preoccupante e la società neroverde chiama in causa un allenatore esperto come Iachini alla 16^ giornata. Il tecnico marchigiano impiega poco a dare un'identità di gioco alla squadra e un maggior piglio. Dopo la sconfitta di Firenze e la vittoria col Bari in Coppa Italia arrivano 3 vittorie contro Crotone, Sampdoria e Inter e il pareggio all'Olimpico contro la Roma che rilanciano i neroverdi in classifica.
All'inizio del girone di ritorno un'altra preoccupante flessione: una serie di 9 partite senza vittorie (5 sconfitte e 4 pareggi), che riportano l'ambiente nell'incubo retrocessione.
Il punto di svolta della stagione del Sassuolo è il pareggio casalingo contro la Spal: Iachini cambia sistema di gioco passando al 3-5-2. Una scelta determinate che porta solidità difensiva e compattezza tra i reparti. I risultati si sono visti fin da subito: il Sassuolo è riuscito ad eguagliare il record di 8 risultati utili consecutivi della stagione 2014-15, uscendo definitivamente dalle zone bollenti della classifica.
A 4 giornate dalla fine arriva il passo falso di Crotone, che rimanda la salvezza matematica (per la quale bastava un pareggio). Sconfitta che è servita a dare una scossa che ha permesso di battere la Sampdoria al Mapei (ottenendo la salvezza matematica) e l'Inter a San Siro (ottenendo l'11° posto in classifica). La partita in casa con la Roma di Di Francesco è stata utile per festeggiare quello che è il secondo miglior piazzamento dei neroverdi nella loro storia in Serie A.
Il Sassuolo chiude dunque all'11° posto con 43 punti pur essendo il peggior attacco del campionato con soli 29 gol all'attivo (59 quelli subiti) e una differenza reti da retrocessione (-30). Sono 11 le vittorie stagionali, come 10 i pareggi e 17 le sconfitte.
Un vero e proprio miracolo quello compiuto da Iachini, che dalle ceneri ha costruito qualcosa di importante. Meriterebbe senza dubbio la riconferma.
Andrea Manderioli
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