Negli ultimi 12 anni un piccolo e sconosciuto club come il Sassuolo ha compiuto miracoli su miracoli, centrando ben 4 promozioni, due campionati vinti, la salvezza tranquilla nei primi 2 campionati di Serie A, fino alla storica qualificazione in Europa League, arrivando alla fase a gironi.
Una marcia continua verso i vertici senza battute di arresto che lo ha portato ai vertici del calcio italiano, una favola simile non la si vede tanto di frequente nel calcio moderno.
Il progetto è nato con l'entrata in gioco dell'impero Mapei e di Giorgio Squinzi, con le loro grandi capacità gestionali ed economiche, ma soprattutto attuando politiche ben precise: giocatori giovani e preferibilmente italiani. Aggiungendo il fattore dato dalla tranquillità della piazza, isola felice in cui lavorare serenamente e senza troppe pressioni, il Sassuolo ha creato le condizioni che ci hanno portato fin qui.
In questa stagione cosa sta succedendo? In tanti se lo chiedono, dimenticando il fatto che ci chiamiamo Sassuolo e che i momenti difficili esistono per tutti (vedi la stagione 2010/11, dove si rischiò di rericedere in Serie C). Oggi la salvezza è ormai cosa fatta, ma il campionato ha ormai poco da dire in termini di obiettivi, se non quello di ottenere il massimo dei punti in ogni partita. La sfortuna e le difficoltà legate agli infortunii sono da mettere in conto quando si disputano ben 3 competizioni e da questo momento storico nel quale questi fattori hanno giocato un ruolo importante, non bisogna fare altro che trarre i benefici, ovvero non commettere determinati errori in futuro.
Proprio sul futuro volevo fare una riflessione... dove vuole realmente arrivare questo Sassuolo? Le parole di Squinzi (che sogna la Champions League) fanno sognare tutti i tifosi, ma la realtà, come sappiamo, è ben diversa; il raggiungimento di tali obiettivi prelude investimenti molto più ingenti di quelli attuati dal Sassuolo nelle ultime sessioni di mercato.
La prossima stagione sarà a mio parere un crocevia decisivo per quello che sarà il Sassuolo del futuro. A giugno sarà inevitabile la partenza di pezzi pregiatissimi e di alcuni giocatori che sono state le colonne portanti del Sassuolo degli ultimi anni; ad esse può anche aggiungersi la partenza di Di Francesco dopo un filotto che ha del leggendario.
Questo sarà il vero test a cui sarà sottoposta la società neroverde. Cosa si inventerà? La risposta a questa domanda sarà la chiave per capire quello che potrà rappresentare il futuro di un club che fino ad oggi ha avuto sempre grandi ambizioni.
Il tempo farà il suo corso e la storia verrà da sé, sta a noi goderci lo spettacolo.
Andrea Manderioli
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